Nel periodo corrente, caratterizzato dalla presenza congiunta di temperature relativamente basse (10°-18°C), l’incidenza in ambiente protetto, lungo la Fascia Trasformata, di Crittogame ad alto rischio, come Peronospora, Oidio e Cladosporiosi, tende spesso a palesarsi in misura medio-elevata in ragione dei differenti contesti fitosanitari vigenti, con la gestione mirata e preventiva delle potenziali problematiche. Infatti, in ambiente protetto, una strategia integrata volta alla protezione da tali Fitopatie, può prevedere l’uso combinato di Chitosano, come elicitore e agente antimicotico, Zolfo per il controllo degli Oidii, e Zeolite come carrier e film protettivo può ridurre significativamente l’incidenza delle Crittogame, mantenendo le sostanze attive di sintesi come opzione secondaria e mirata per focolai acuti.

Lo Zolfo, in primis, elemento fondante della Fitoiatria sin da tempi remoti, in ambiente protetto è efficace nei confronti di Patogeni come l’Oidio, grazie all’azione di contatto dello stesso con micelio, ife e corpi fruttiferi del fungo, e alla capacità di sublimare e volatilizzare in serra, raggiungendo superfici non bagnabili; per tale motivo, di grande utilità sono le formulazioni in forma triventilata o in miscela micronizzata con altre sostanze, come la stessa Zeolite (Z1, Bioagrotech), pur rimanendo necessaria la valutazione circa la compatibilità con insetti utili e le procedure di aerazione dopo trattamento.
L’esperienza sperimentale e commerciale mostra che lo Zolfo rimanga uno strumento efficace e spesso registrato anche per produzioni biologiche, ma il suo impiego deve essere modulato in funzione della temperatura e della pressione di malattia per evitare danni alle piante e all’ambiente di coltura. Circa la Zeolite già citata, essa trova appunto impiego non solo come ammendante del substrato ma anche come carrier e materiale per film particellari sulle foglie: la sua struttura microporosa e la capacità di adsorbimento la rendono adatta al rilascio controllato di principi attivi, come nel caso dello Zolfo, e alla formazione di barriere fisiche che ostacolano l’attecchimento dei patogeni. L’uso, in questo caso, di zeoliti micronizzate o ingegnerizzate, può quindi contribuire a ridurre dosi e frequenza di intervento, migliorando la sostenibilità, riducendo la fitotossicità a favore di una maggiore praticità d’impiego.
A completare il quadro fitoiatrico d’intervento preventivo, il Chitosano, una Sostanza di Base, utilizzata sovente in fogliari o in integrazioni fertirriganti, agisce con una duplice modalità che la rende particolarmente interessante per la difesa integrata del pomodoro: da un lato essa esercita un’azione antifungina diretta contro spore e ife, dall’altro funziona come elicitore, stimolando vie di resistenza indotta (come l’accumulo di PR-proteine, fenilpropanoidi, aumento di attività enzimatiche antiossidanti, ecc.) e migliorando la resilienza generale della coltura.
Studi su elicitori e su applicazioni di Chitosano in pomodoro in serra riportano riduzioni significative della severità di oidio e altre Crittogame quando il prodotto è impiegato preventivamente o in alternanza con altri mezzi di controllo. Pertanto, applicazioni fogliari preventive di Chitosano cloridrato (Plinius S, Itaka) a concentrazioni medie e/o moderate favoriscono la riduzione dell’inoculo e permettono di abbassare la frequenza d’uso dei fungicidi sintetici. Quest’ultimi, usati quindi solo come uno “stiletto” in ambito integrato e/o convenzionale, devono rimanere uno strumento di riserva e di intervento mirato, permettendo di bloccare l’instaurarsi di infezioni da parte di inoculi sfuggiti all’azione ostacolante e preventiva degli strumenti poc’anzi trattati.
La loro applicazione va quindi calibrata in integrazione con i mezzi preventivi, al fine di minimizzare impatti ambientali e residui nei frutti. Per Crittogame particolarmente dannose come la Peronospora del Pomodoro, soluzioni a basso impatto costruite su famiglie di fungicidi a nuovo MoA (Meccanismo di Azione), possono basarsi sull’impiego combinato di Ametoctradina e Fosfonati di Potassio (Enervin System, @Basf Italia): quest’ultimi, qualora non considerati residui critici per la destinazione finale del prodotto, offrono le medesime reattività alla coltura, al pari del Chitosano o di altri Induttori di Resistenza, agendo nel contempo come correttori di carenze di K+ e P nei casi in cui essi siano limitanti.
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In conclusione, come le foto allegate testimoniano, con colture ben protette e in ottimo stato fitosanitario e nutrizionale, l’approccio più efficace è preventivo e integrato, con Chitosano come pilastro per l’induzione delle difese, Zolfo per il controllo mirato degli Oidii e Zeolite come supporto tecnico per ottimizzare il rilascio degli attivi e la protezione fisica delle superfici fogliari. Protocolli operativi razionali possono essere adottati solo in concomitanza di un’adeguata valutazione tecnica di campo, e non tutti i contesti agronomici e fitosanitari possono essere indirizzati in maniera univoca, ma solo mediante contestualizzazione delle coltivazioni e creazione di protocolli ad-hoc.
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Fonti:
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Integration of Elicitors and Less-Susceptible Hybrids for the Control of Powdery Mildew in Organic Tomato Crops
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