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TIGNOLA DEL POMODORO: STRUMENTI BIOLOGICI DI CONTENIMENTO

13-03-2021 12:59

Raggio Verde

Attività Agronomica ed Esperienze di Campo, Ricerca e Fitoiatria, Tuta absoluta,

TIGNOLA DEL POMODORO: STRUMENTI BIOLOGICI DI CONTENIMENTO

La Tignola del pomodoro è uno degli agenti di danno “chiave” nella produzione di pomodoro da mensa in serra, e per tal motivo uno dei più studiati per ciò...

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La Tignola del pomodoro è uno degli agenti di danno “chiave” nella produzione di pomodoro da mensa in serra, e per tal motivo uno dei più studiati per ciò che riguarda i metodi più efficaci di contenimento. In particolare, negli ultimi anni, si è più approfondita l’applicazione di ausiliari e antagonisti contro questo Gelichide. Tuta absoluta è difatti originaria del Sud America, contrastata normalmente da imenotteri braconidi e calcidoidei della fascia tropicale, come Chelonus spp., Bracon spp., Orgilus spp., Copidosoma spp., Galeopsomya spp., ecc. nonché alcune specie di Trichogramma: Trichogramma exiguum, Trichogramma nerudai e Trichogramma pretiosum. Interessante a questo proposito, sulla scia di questa premessa, segnalare gli antagonisti che, nelle varie zone produttive (italiane e non), abbiano offerto spunti di ricerca importanti nello sviluppo di strumenti di controllo biologico:

 

  • Trichogramma achaeae, Imenottero parassitoide di uova, in grado di esercitare un controllo efficace mediante l’ovideposizione su uova di Tuta; in determinati contesti agronomici esso, se integrato a Predatori Miridi quali Nesidiocoris tenuis, favorisce l’abbattimento anche quasi totale del microlepidottero;
  • Macrolophus pygmaeus, Miride che, al pari del “cugino” Nesidiocoris tenuis, è in grado di esercitare efficace attività predatoria nei confronti di uova e larve di Prima età, soprattutto nelle fasi “vaganti” di quest’ultime (durante lo spostamento da una foglia all’altra);
  • Steinernema, come Steinernema carpocapsae e Steinernema feltiae, Nematodi entomopatogeni molto attivi, soprattutto in contesti particolarmente infestati di Tignola: essi sono capaci di penetrare nelle larve di Tignola mediante le aperture naturali del corpo e rilasciando in esse batteri simbionti del genere Xenorhabdus, produttori di tossine in grado di portare a morte l’ospite favorendo nel contempo lo sviluppo di ulteriori larve di Nematodi.


L’adattamento predatorio e/o parassitoide di specie antagoniste è ancorato oggi ad una fase di espansione di utilizzo, con risultati incoraggianti ma tuttavia molto differenti da zona a zona e da un contesto produttivo ad un altro. Ciò è collegabile nell’uso eccessivo (e spesso non integrato) degli agrofarmaci e della non selettività di alcuni di essi, i quali scoraggiano l’adattamento delle specie suddette.

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Un esempio pratico è l’adozione dell’autoctono Miride Nesidiocoris tenuis: grazie alla frequente tecnica della consociazione in serra di piante ospiti, come la cucurbitacea Lagenaria longissima, la presenza di differenti stadi di crescita di questo Miride può contenere efficacemente focolai di Tignola, determinandone in alcuni casi la scomparsa e di contro creando paradossalmente pullulazioni tali del predatore da giustificare interventi di controllo in popolazioni divenute nel contempo fitofaghe! 

Il lancio di preparati a base di Trichogramma acheae è invece un intervento critico, in quanto trattasi di Imenotteri maggiormente sensibili a insetticidi e agrofarmaci non selettivi, spesso tali da rivelarsi inefficaci per mancato sviluppo a causa di possibili eccessi di Molecole Attive già presenti nella coltura: è infatti indispensabile programmare il lancio avendo cura di adoperare protocolli ad-hoc e selettivi, a base di sostanze di origine naturali e compatibili con gli stadi di sviluppo del parassitoide, favorendo nel contempo il microclima più consono (T ≥ 25°C).


L’uso di Steinernema rappresenta forse la soluzione più complessa e tecnica, in quanto trattasi di creare ambienti particolarmente umidi di sviluppo nella prima fase post-attecchimento delle piante, avendo cura di bagnare la porzione trattata senza creare condizioni di asfissia. Purtroppo l’utilizzo di questa alternativa è poco implementata, soprattutto nella zona trasformata, a causa di temperature di coltivazioni elevate.


Per concludere, il Controllo Biologico contro Tuta absoluta rappresenta un altro importante tassello nella Lotta Integrata, complementare e di ausilio a tutti gli strumenti Agronomici e Chimici di controllo adottati comunemente in serra, in grado di limitare la diffusione, oggi sempre più frequente, di popolazioni resistenti e adattabili di Tuta absoluta su Pomodoro in serra.

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fonti:


Batalla-Carrera L., Morton A., García del Pino F., 2010. Efficacy of entomopathogenic nematodes against the tomato leafminer Tuta absoluta in laboratory and greenhouse conditions. BioControl. DOI: 10.1007/s10526-010-9284-z.

 

Cabello T., Gallego J.R., Vila E., Soler A., del Pino M., Carnero A., Hernández-Suárez, E., Polaszek A., 2009. Biological control of the South American tomato pinworm. Tuta absoluta (Lep.: Gelechiidae), with releases of Trichogramma achaeae (Hym.: Trichogrammatidae) in tomato greenhouses of Spain. IOBC/WPRS Bull.. 49: 225-230.

 

Cascone, Pasquale & Carpenito, Simona & Slotsbo, Stine & Iodice, Luigi & Sørensen, Jesper & Holmstrup, Martin & Guerrieri, Emilio. (2015). Improving the efficiency of Trichogramma achaeae to control Tuta absoluta. Biocontrol. 60. 1-11. 10.1007/s10526-015-9684-1.

 

Desneux N., Wajnberg E., Wyckhuys K. A. G., Burgio G., Arpaia S., Narváez-Vasquez, C. A., González-Cabrera J., Ruescas D. C., Tabone E., Frandon J., Pizzol J., Poncet, C., Cabello T., Urbaneja A., 2010. Biological invasion of European tomato crops by Tuta absoluta: ecology, geographic expansion and prospects for biological control. J. Pest. Sci.. 83: 197-215.

 

https://irac-online.org/pests/tuta-absoluta/
 


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