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NEMICI INSIDIOSI DA COMBATTERE

11-12-2020 14:37

Raggio Verde

Attività Agronomica ed Esperienze di Campo, Ricerca e Fitoiatria, Eriofide, Acaro, Agriges,

NEMICI INSIDIOSI DA COMBATTERE

Gli agricoltori spesso sono costretti ad applicare protocolli fitosanitari antiacaro per tutto l’anno, a causa della presenza quasi permanente di...

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Come argomentavamo nell'articolo L'eriofide rugginoso: un nemico insidioso da conoscere,

gli agricoltori spesso sono costretti ad applicare protocolli fitosanitari antiacaro per tutto l’anno, a causa della presenza quasi permanente di focolai e infestazioni di Aculops lycopersici: l’Eriofide Rugginoso, adattabile a temperature oltre i 10°C in serra e responsabile del deprezzamento del prodotto in fase di pre-raccolta e raccolta.

 

I protocolli fitosanitari efficaci contro questo insidioso acaro sono, purtroppo ad oggi, molto limitati in termini di Sostanze Attive autorizzate (SA) e, a meno di usare fuori etichetta altri acaricidi, cui peraltro l’efficacia non è sempre garantita, non è possibile focalizzarsi sui quei pochi Acaricidi ammessi all’uso.

 

L’uso continuo e prolungato delle stesse SA, ripetuto lungo tutto il ciclo produttivo, innesca le già note capacità di generare, da parte dell’Eriofide, di focolai resistenti, in grado di replicarsi e favorire popolazioni sempre più adattabili nei confronti degli acaricidi di sintesi. La Fitoiatria suggerisce l’utilizzo di Zolfo, specie quello Triventilato, in prevenzione, al fine di ridurre e/o limitarne la diffusione a partire dalle prime piante rilevate. Tuttavia, come ben detto nel precedente post: “Nelle primissime fasi dell’attacco, non sempre è possibile osservare le rugginosità”, dato che procedere all’osservazione diretta tramite stereomicroscopi, anche portatili, non sempre diviene agevole e pratica nelle attività di monitoraggio da parte del Cliente o del Tecnico, per cui si procede spesso a trattamenti solo nelle fasi avanzate delle infestazioni, quando il danno diviene visibile.

 

In questo contesto, la lotta diviene serrata e a volte succede, specie quando le condizioni di ventosità e temperature sono favorevoli allo sviluppo, che i/il trattamenti/o non soddisfi/no le aspettative, costringendo a procedere verso interventi ripetuti. Il contesto si complica quando la presenza è permanente e si debba trattare ripetutamente lungo tutto il ciclo, favorendo l’accumulo di residui da agrofarmaci nel raccolto e abbassando pertanto la qualità chimica del prodotto.

 

Recenti formulazioni a base di sostanze di origine naturale, spesso denominate come “Prodotti a Residuo Zero”, possono rendere la lotta più agevole, arricchendo le miscele adottate di elementi capaci di biostimolare/fortificare le piante e/o ridurre le capacità di resistenza dei fitofagi, aumentando l’efficacia globale di tutti gli agrofarmaci utilizzati durante il ciclo.

 

È il caso di formulati a base di concentrati di molecole organiche, riconosciute dalle piante per la loro azione elicitoria (ovvero molecole segnale, capaci di instaurare capacità difensive nei vegetali), e polimeri bioattivi, adesivanti e ad azione complessante (Akar Plus MZ, Agriges), in grado non solo di coadiuvare la miscela, ma anche di fornire un supporto nutraceutico alla stessa mediante enzimi specifici, fitoalessine, antiossidanti e materiale organico e amorfo ad azione antistress.

 

La somministrazione continua di questi prodotti, in miscela o meno alle SA comunemente utilizzate, può aiutare nella riduzione delle infestazioni, aumentando la persistenza d’azione delle molecole di sintesi e della loro efficacia. Non solo: la specificità della formulazione agisce direttamente e indirettamente sia contro lo stesso fitofago, che aumentando le capacità di resistenza delle colture.

 

Nelle foto: 

 

  • in esteso, una coltura fortemente infestata da Aculops lycopersici, vicino la soglia di danno economico, ripetutamente trattata con un protocollo integrato di acaricidi e il citato formulato innovativo (Akar plus MZ), in foto a distanza di qualche giorno dall’ultimo trattamento; come si può notare, la coltura presenta le infestazioni a livello di colletto, fusto e grappoli, sottoforma di rugginosità;
  • piante campione sono state scelte per il monitoraggio e il controllo mediante stereomicroscopio, incidendo il fusto colpito con un tagliabalsa e ricavando uno strato sottile di epidermide ottimale per l’osservazione;
  • osservazione allo stereomicroscopio portatile a 100-150x: presenza di individui di Aculops “deformati” in diverse osservazioni, ben differenti dalla classica forma a fuso e immobili a temperature maggiori di 10°C (indicati dalla freccia gialla), segnale di inattività e moria, quindi segnale di aumentata efficacia del trattamento.

 

 

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