Il Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV) è un virus appartenente al genere Tobamovirus, caratterizzato da particelle rigide a forma di bastoncino. Questo virus è estremamente infettivo e rappresenta ad oggi una minaccia e un limite significativo per le coltivazioni di Solanacee, in particolare Pomodoro e Peperone, sia in serra che in campo aperto.
Il virus può essere trasmesso attraverso vari mezzi o per contatto diretto con attrezzi, mani o semi contaminati. Anche gli insetti impollinatori come i Bombi, possono trasmettere il ToBRFV da una pianta all’altra. Recentemente, è stato scoperto che la Tignola adulta (Tuta absoluta, Meyrick), sviluppata su piante infette da ToBRFV, può trasmettere il virus. Questo potrebbe avere implicazioni significative per la diffusione dello stesso nella Fascia Trasformata dove essa risulta ben acclimata.
È stato dimostrato come T. absoluta può trasmettere direttamente il ToBRFV meccanicamente, a causa di piccole ferite sulla superficie superiore delle foglie di pomodoro causate dalla proboscide srotolata degli adulti infetti che battono sulla pianta, così come le medesime larve mediante le ferite durante la penetrazione o l’alimentazione nelle gallerie trofiche. La grande mobilità di questa specie, insieme alle diverse ed efficienti modalità di trasmissione del virus, suggerisce che T. absoluta potrebbe essere responsabile della diffusione e della sua persistenza del virus nelle coltivazioni.
Questo è particolarmente importante in ambiente protetto, come per le serre nel bacino del Mediterraneo, dove gli spostamenti di artropodi e malattie avvengono non solo tra le aree interne ed esterne delle serre, ma anche tra serre diverse.
ToBRFV può rimanere infettivo per un periodo prolungato nei semi, nei residui vegetali e sulle superfici che sono state a contatto con il succo infetto, suolo compreso.
Nelle piante colpite si manifesta su apici, calici e peduncoli dei frutti, attraverso deformazioni e prezzemolature: le foglie, sia giovani che adulte, possono mostrare segni di deformazione e macchie, spesso confuse con effetti da ormoni o attacchi di acari, mentre i frutti, durante la fase di accrescimento e maturazione, possono presentare rugosità, ingiallimento a bande o macchie brune.
Purtroppo, questa virosi è di difficile contenimento e si basa, come ovvio, su strategie di prevenzione e profilassi, come limitare il lavoro indiscriminato nelle serre di produzione e utilizzare indumenti protettivi monouso o igienizzati. L’isolamento delle piante infette, l’utilizzo di substrati o ancora la disinfezione specifica delle superfici a contatto con le colture con formulati a base di Cloro o H2O2 e acidi perossidi (D50), può abbassare notevolmente la carica d’inoculo sulle superfici, piante comprese.
Anche protocolli che prevedano di vuoto biologico, il diserbo di certe infestanti ospiti (Malva parviflora, Convolvulus arvensis, Portulaca oleracea, Solanum nigrum, ecc.) contribuiscono ad abbassare la carica virale.
L’uso di Sementi certificate ToBRFV-free rimane comunque la strategia di propagazione migliore per ridurre la diffusione di piante infette sul territorio. Come per molte virosi, infatti, non esistono soluzioni dirette per contrastare il ToBRFV in campo, per cui la prevenzione e la collaborazione di tutti gli attori del settore sono fondamentali. La resistenza genetica rappresenta quindi l’arma più ambita e risolutiva. Oggi è finalmente possibile utilizzare la tecnologia CRISPR/Cas9 per creare piante di pomodoro con resistenza quadrupla al ToBRFV. Queste piante hanno mutato quattro omologhi del gene TOBAMOVIRUS MULTIPLICATION1 (TOM1), essenziale per la moltiplicazione dei tobamovirus. La resistenza delle piante quadruple-mutanti sembra essere altamente duratura e si estende anche ad altre specie di tobamovirus. Nuovi orizzonti sembrano apparire finalmente a risoluzione di questa temibile fitopatia, a sostegno di un’agricoltura sempre più scientifica e al servizio della sostenibilità.
Devi risolvere un problema in agricoltura? Siamo al tuo fianco!
Fonti:
https://gd.eppo.int/taxon/TOBRFV/distribution
Cambrón-Crisantos JM, Rodríguez-Mendoza J, Valencia-Luna JB, Alcasio-Rangel S, García-Ávila CJ, López-Buenfil JA and Ochoa-Martínez DL (2018) First report of Tomato brown rugose fruit virus (ToBRFV) in Michoacan, Mexico. Revista Mexicana de Fitopatología 37(1). DOI: 10.18781/R.MEX.FIT.1810-5
Dombrovsky, Aviv & Smith, Elisheva. (2017). Seed Transmission of Tobamoviruses: Aspects of Global Disease Distribution. 10.5772/intechopen.70244.
Levitzky N, Smith E, Lachman O, Luria N, Mizrahi Y, Bakelman H, Sela N, Laskar O, Milrot E, Dombrovsky A. The bumblebee Bombus terrestris carries a primary inoculum of Tomato brown rugose fruit virus contributing to disease spread in tomatoes. PLoS One. 2019 Jan 17;14(1):e0210871. doi: 10.1371/journal.pone.0210871. PMID: 30653593; PMCID: PMC6336271.
Masayuki Ishikawa, Tetsuya Yoshida, Momoko Matsuyama, Yusuke Kouzai, Akihito Kano, Kazuhiro Ishibashi, Tomato brown rugose fruit virus resistance generated by quadruple knockout of homologs of TOBAMOVIRUS MULTIPLICATION1 in tomato, Plant Physiology, Volume 189, Issue 2, June 2022, Pages 679–686, https://doi.org/10.1093/plphys/kiac103
Panno S, Ruiz-Ruiz S, Caruso AG, Alfaro-Fernandez A, Font San Ambrosio MI, Davino S. Real-time reverse transcription polymerase chain reaction development for rapid detection of Tomato brown rugose fruit virus and comparison with other techniques. PeerJ. 2019 Oct 17;7:e7928. doi: 10.7717/peerj.7928. PMID: 31637144; PMCID: PMC6800982.
Rizzo R., Tortorici S., Davino S., Bertacca S., Ragona A., Lo Verde G., et al. (2023). Tuta absoluta vector of the emerging Tomato Brown Rugose Fruit Virus: a threat to tomato crops. In XXVII CNIE 2023 Palermo, 12-16 June 2023. Book of Abstract (pp. 187-187).