Nell’arboricoltura da frutto, così come nell'orticoltura intensiva, l’obiettivo primario di ogni produttore è coniugare rese quantitative elevate con standard qualitativi d'eccellenza. Nel comparto agrumicolo — pilastro dell'agricoltura mediterranea e fondamentale per le produzioni a marchio di origine (DOP e IGP) — il raggiungimento di frutti con pezzatura omogenea, eccellenti proprietà organolettiche e un'adeguata tenuta post-raccolta richiede una strategia nutrizionale razionale, programmata e tempestiva.

La nutrizione degli agrumi non può essere gestita, infatti, con interventi estemporanei, ma deve seguire una logica poliennale. Le performance della stagione in corso e la prontezza del risveglio vegetativo successivo dipendono direttamente dal patrimonio trofico accumulato dalla pianta nell'anno precedente, mediante concimazioni di fondo (fin dall'impianto e all'inizio di ogni ciclo) e apporti nella fase di risveglio e prima dell'antesi (tra la ripresa vegetativa e la fioritura, la coltura attinge alle riserve interne e attiva la fotosintesi ex-novo). In quest’ultima fase, è infatti cruciale stimolare il metabolismo respiratorio e fotosintetico mediante l'uso di attivatori metabolici e bioattivatori ad azione amminoacidica e proteica (somministrati prevalentemente in fertirrigazione), necessari per sostenere la sintesi proteica e la formazione delle infiorescenze.
La finestra fenologica compresa tra l'allegagione e il primo ingrossamento dei frutticini, difatti, rappresenta il momento di massimo assorbimento e asportazione dei nutrienti. È in questo stadio che i fabbisogni della pianta subiscono un'impennata ed è pertanto necessario intervenire sia via radice sia per via fogliare, per sostenerne il ritmo di sviluppo e fruttificazione, tendendo verso la massima resa potenziale.
Gli elementi cardine in questa fase primaria comprendono l’Azoto (N) e il Potassio (K+), indispensabili per lo sviluppo della chioma e l'attività fotosintetica, affiancati da Calcio (Ca++) e Magnesio (Mg++), vitali per la costituzione dei parenchimi di riserva e per la struttura delle pareti cellulari. Per consentire un incremento ponderale progressivo e un aumento del calibro finale, infatti, è fondamentale intervenire subito dopo la fioritura aumentando la presenza endogena di fitormoni essenziali (promotori della moltiplicazione e distensione cellulare) ed amminoacidi liberi: in tali condizioni, la pianta tende a manifestare l’accumulo sempre più costante di elementi plastici come il Calcio (Ca++) nei tessuti, fondamentale per determinare la consistenza della polpa, la struttura dell'epicarpo (buccia) e la resistenza meccanica del frutto.
L'integrazione tempestiva di Azoto, Calcio e Potassio per via radicale e fogliare in post-allegagione consente l’incremento ponderale sostenuto e vantaggioso, atto a prevenire fisiopatie della buccia (come il creasing o spaccatura), favorendo la precocità di maturazione e una sempre maggiore serbevolezza nella fase di post-raccolta. L'adozione sistematica di protocolli nutrizionali integrati — coordinati dal risveglio vegetativo fino alla raccolta — garantisce il raggiungimento di plurimi obiettivi agronomici ed economici, come l’omogeneità di calibro e pezzatura, la scalarità e precocità di raccolta, la resilienza verso stress biotici ed abiotici e la continuità produttiva nel tempo (con la costituzione di riserve trofiche idonee a sostenere la ripresa vegetativa successiva, attenuando il fenomeno dell'alternanza di produzione).
Tra i diversi protocolli applicabili in campo, di notevole vantaggio è l’uso di concimi ricchi in N, come Azoto 30 (Simcro) e formulati acidi a base Calcica (Kalcium, Simcro) particolarmente utili in suoli a reazione alcalina. A tali fertilizzanti possono essere integrati, appunto, biostimolanti/bioattivatori non-microbici basati su idrolizzati amminoacidici provenienti dalla lavorazione del sangue (Hemofluid Bio N5, Simcro), utili per il sostegno al metabolismo ormonale e accrescitivo dei frutti.
In sintesi, la definizione dei piani di concimazione e biostimolazione non può basarsi su schemi generici, ma richiede una programmazione aziendale ad-hoc, redatta in relazione alle specifiche condizioni pedoclimatiche e con il costante supporto di consulenti agronomici e tecnici specializzati, in grado di valutare eventuali integrazioni e biostimolanti.
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Fonti:
AA. VV. (2012): Gli Agrumi, coordinamento scientifico di V. Magnifico. Collana Coltura&Cultura, ideata e coordinata da R. Angelini, Bayer CropScience, Ed. Script, Bologna, pag.183-191



