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Solarizzazione moderna: integrazione di pratiche agronomiche e total impermeable film

02-04-2026 17:10

Raggio Verde

Attività Agronomica ed Esperienze di Campo, Ricerca e Fitoiatria, Cultura Agraria,

Solarizzazione moderna: integrazione di pratiche agronomiche e total impermeable film

La pratica della monocoltura in ambiente protetto (Pomodoro-Pomodoro, Peperone-Peperone o successioni di Cucurbitacee), sovente applicata in quasi...

La pratica della monocoltura in ambiente protetto (Pomodoro-Pomodoro, Peperone-Peperone o successioni di Cucurbitacee), sovente applicata in quasi tutti i contesti agronomici della Fascia Trasformata, ha generato nel tempo i presupposti per l’instaurarsi di fenomeni legati alla cosiddetta "stanchezza del suolo", un fenomeno complesso dove la proliferazione di patogeni tellurici e la degradazione della struttura organica minacciano, ogni anno, la produttività e la redditività delle aziende. 

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In questo scenario, la Solarizzazione emerge non solo come una scelta agronomica sostenibile, ma come una vera e propria necessità rigenerativa. Si tratta di una tecnica a bassissimo impatto ambientale ed economico che potremmo definire come una vera e propria "pastorizzazione del suolo". Le radici scientifiche di questa pratica risalgono al 1976, quando J. Katan e il suo gruppo pubblicarono su Phytopathology i primi studi sulla geodisinfestazione termico-solare. Da allora, l'obiettivo è rimasto lo stesso: sfruttare la radiazione solare estiva per elevare la temperatura del terreno (fino a 50-60°C nei primi 30 cm) e selezionare drasticamente la microflora, a tutto svantaggio di funghi e ceppi fitopatogeni come Sclerotinia, Verticillium dahliae, Fusarium oxysporum, Pyrenochaeta lycopersici e Rhizoctonia. 

 

Per consentire la riuscita del processo in campo, è necessario seguire un protocollo rigoroso: non basta infatti solo coprire il suolo con un semplice telo atto allo scopo, ma è necessario preparare lo stesso affinché il calore penetri in profondità, con efficacia, raggiungendo fasce di calore utili per l’abbattimento della flora e fauna di danno, ivi compresi i Nematodi galligeni (Meloidogyne spp.), per i quali i risultati storici sono stati spesso discordanti proprio a causa di applicazioni superficiali. In sintesi, la procedura più corretta prevede che: 

 

  1. La somministrazione dell’acqua debba essere abbondante e veicolata in profondità. È fondamentale procedere a laute irrigazioni da 3 a 5 giorni prima della messa in opera del film. L'acqua, infatti, non serve solo a favorire la germinazione delle infestanti e la ripresa del ciclo biologico dei patogeni (rendendoli più vulnerabili), ma agisce come il principale conduttore di calore. Sottovalutare l'irrigazione significa compromettere l'efficacia della tecnica, anche disponendo del miglior film plastico di copertura al mondo. Una corretta lisciviazione dell'acqua negli strati profondi aumenta sensibilmente le probabilità di successo anche contro i nematodi. 
  2. Si somministri Sostanza Organica e si lavori il suolo in maniera razionale. Dopo l'irrigazione, il terreno va lavorato e affinato alla profondità desiderata. In questa fase è opportuno interrare la sostanza organica, preferibilmente letami e/o essenze biofumiganti, per innescare sinergie naturali che potenziano l'effetto termico. 
  3. Si porti il suolo alla Capacità Idrica di Campo (CIC), prima della stesura del telo, garantendo che ogni poro sia pronto a trasmettere l'energia termica. 
  4. Si operi la stesura del film plastico "a palmetta". La tecnica di posa è cruciale: i teli devono essere preferibilmente interrati nei bordi perimetrali con la tecnica locale definita "a palmetta", riducendo al minimo le dispersioni di calore e vapore. 
  5. Si attui una durata quanto più prolungata del processo. Sebbene il minimo biologico sia di 30-40 giorni, per garantire la riuscita del protocollo è consigliabile sfruttare l'intero arco estivo, estendendo il periodo a 60-90 giorni. 
  6. Una volta rimosso o forato il telo, è vitale evitare il "vuoto biologico". L'integrazione di ammendanti o biostimolanti dopo la pastorizzazione aiuta a ricolonizzare il suolo con microrganismi utili, prevenendo la sindrome da reimpianto. 

 

Se il protocollo descritto costituisce il "motore" della disinfezione, il film plastico ne è la "camera di combustione". Storicamente, il polietilene (PE) ha svolto onestamente il suo compito, ma la sua porosità intrinseca permette la fuga di gas e vapore, limitando il picco termico.

 

L'introduzione dei film VIF (Virtually Impermeable Films) con strati in poliammide ha segnato un passo avanti, ma la vera rivoluzione per l'orticoltura moderna è rappresentata dai film TIF (Totally Impermeable Films). 

 

A differenza dei materiali tradizionali, i film TIF creano un sigillo ermetico quasi assoluto. Questa capacità non è frutto del caso, ma di un'ingegneria che prevede la coestrusione a 7 strati, integrando un'anima in EVOH (etilene-vinil-alcol). Questo materiale funge da barriera insuperabile, trattenendo i gas prodotti naturalmente (o i fumiganti aggiunti) con un'efficienza fino a 10 volte superiore rispetto ai vecchi VIF. Ciò si traduce in campo in temperature più stabili, una disinfezione più profonda e la possibilità di ridurre i tempi di esposizione o i dosaggi chimici, proteggendo al contempo l'atmosfera dalle emissioni di composti volatili.

 

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In questo solco di innovazione tecnologica, Plastika Kritis ha sviluppato soluzioni specifiche che rispondono alle sfide estreme del clima siciliano. I film come ORGATIF® rappresentano l'eccellenza della categoria TIF a base di EVOH. 

 

Questi teli sono progettati per massimizzare la ritenzione dei fumiganti certificati (come 1,3-D o DMDS) e del calore naturale sviluppato dalla Solarizzazione, garantendo un'elevata resistenza meccanica che ne permette la stesura rapida senza rischi di lacerazione. Grazie alla loro struttura a 7 strati, essi offrono una protezione superiore contro il degrado da raggi UV, permettendo al produttore di riutilizzare lo stesso telo come pacciamatura per il ciclo colturale successivo, ottimizzando così i costi e riducendo l'impatto ambientale legato allo smaltimento delle plastiche. 

 

Elenchiamo brevemente i maggiori tra i benefici apportati nell’utilizzo materiale TIF come ORGATIF® ed EVOSEAL®: 

 

  • Effetto barriera ed efficace ritenzione di fumigante: aumentando il tempo di esposizione di parassiti e agenti patogeni, essi favoriscono una disinfezione completa, anche a livello degli strati più profondi di suolo; 
  • Efficientamento e riduzione dei tempi di Solarizzazione: i TIF intrappolano i gas generati dalle alte temperature al di sotto del telo, riducendo il tempo funzionale del processo a 4-5 settimane; 
  • Elevata resistenza meccanica del telo; 
  • Il telo può rimanere nel terreno per essere riutilizzato come elemento pacciamante; 
  • L'uso di TIF riduce la variabilità nell’efficacia della fumigazione, contribuendo a garantire prestazioni costanti sul campo, senza fluttuazioni che incidano nel risultato finale. 

 

In definitiva, la solarizzazione moderna nella Fascia Trasformata non è più una scommessa, ma un processo tecnico e scientifico controllato. Scegliere un film totalmente impermeabile TIF significa investire nella rigenerazione del proprio patrimonio più prezioso: il suolo. Solo attraverso questa sinergia tra corretta pratica agronomica e tecnologia dei materiali è possibile garantire un futuro di qualità e sostenibilità all'orticoltura siciliana. 

 


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fonti: 

Adams P.B. (1971) – Effect of soil temperatures and soil amendments on Thielaviopsis root rot of sesame. Phytopathology, 61: 693-697. 

 

Chitwood D.J. (2002) – Phytochemical based strategies for nematode control. Ann. Rev. Phytopathol., 40: 221-249 

 

Fennimore, Steven & Serohijos, Raquel & Samtani, Jayesh & Ajwa, Husein & Subbarao, Krishna & Martin, Frank & Daugovish, Oleg & Legard, Dan & Browne, Greg & Muramoto, Joji & Shennan, Carol & Klonsky, Karen. (2013). TIF film, substrates and nonfumigant soil disinfestation maintain fruit yields. California Agriculture. 67. 139-146. 10.3733/ca.v067n03p139. 

 

Fennimore, Steven & Ajwa, Husein. (2011). Totally impermeable film retains fumigants, allowing lower application rates in strawberry. California Agriculture. 65. 211-215. 10.3733/ca.E.v065n04p211. 

 

Gao, Suduan & Hanson, Bradley & Qin, Ruijun & Cabrera, J. & Gerik, James & Wang, Dong & Browne, Greg. (2013). Totally impermeable film (TIF) reduces emissions in perennial crop fumigation. California Agriculture. 67. 217-221. 10.3733/ca.v067n04p217. 

 

Grooshevoy S.F. (1939) – Disinfection of seed-hed soil in cold frames by solar energy. Rev. appl. Mycol., 38: 635-636 (abstr.). 

 

Katan J., Greenberger A., Alon H., Grinstein A. (1976) – Solar heating by polyethylene mulching for the control of diseases caused by soil-borne pathogens. Phytopathology, 66: 683-688. 

 

Mcdonald, Mary Ruth & Gossen, Bruce & Robson, J. & Al-Daoud, F.. (2020). Interaction of solarization, fumigation, and totally impermeable film for the management of clubroot ( Plasmodiophora brassicae ) on brassica crops. Acta Horticulturae. 153-160. 10.17660/ActaHortic.2020.1270.17. 

 

Yun, Cuixia & Liu, Enke & Rippa, Massimo & Mormile, Pasquale & Sun, Dongbao & Yan, Changrong & Liu, Qin. (2020). Effects of Chemical and Solar Soil-Disinfection Methods on Soil Bacterial Communities. Sustainability. 12. 9833. 10.3390/su12239833. 


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