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MATURAZIONE DEI FRUTTI NELLE COLTURE: CONTESTO FISIOLOGICO E POSSIBILI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO

02-01-2022 14:15

Raggio Verde

Attività Agronomica ed Esperienze di Campo, Ricerca e Fitoiatria, Cultura Agraria, Pomodoro, Tyler,

MATURAZIONE DEI FRUTTI NELLE COLTURE: CONTESTO FISIOLOGICO E POSSIBILI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO

Lo sviluppo e la maturazione dei frutti sono processi ben coordinati, sia dal punto di vista temporale che organografico, coinvolgendo le diverse parti...

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Lo sviluppo e la maturazione dei frutti sono processi ben coordinati, sia dal punto di vista temporale che organografico, coinvolgendo le diverse parti funzionali delle piante coltivate. La fase di maturazione piena è raggiunta in modo diversificato dalle specie coltivate, tipiche per genere e varietà, e coinvolge un complesso meccanismo fisiologico di regolazione, dettato dall’interazione di fattori biotici e abiotici, fortemente condizionato dall’equilibrio fitormonale raggiunto dalla pianta.

 

Conosciamo i principali fitormoni in grado di regolare la crescita, lo sviluppo e la maturazione dei frutti, auxine, citochinine, gibberelline, acido abscissico (ABA), ed etilene. Tuttavia insieme a questi composti, esistono molecole bioattive in grado di fungere da regolatori di crescita, quindi in grado di influire sulle capacità generative delle piante e sulla fruttificazione, come le poliammine (PA), l’acido salicilico, l’acido jasmonico e i brassinosteroidi.

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La presenza e l’equilibrio dei fitormoni e di altre molecole regolatrici, è fortemente condizionato, come accennato, da fattori biotici e abiotici, nonché dalle peculiarità genetiche della coltura. Auxine, Gibberelline e Citochinine sono fondamentali nello sviluppo iniziale del frutto nonché nel suo pieno accrescimento, condizionando fortemente la destinazione dei fotosintetati prodotti dal processo di fotosintesi verso questi organi “pozzo”.

 

Man mano che il processo di divisione cellulare e successiva distensione si completa, l’espressione di geni specifici consente alla coltura di inizializzare le seguenti fasi di demolizione della clorofilla nei cloroplasti, la formazione di pigmenti tipici della specie (Licopene nel Pomodoro) e l’accumulo di zuccheri e sostanze volatili peculiari, in grado di arricchire il sapore finale del frutto. L’etilene è l’ormone vegetale di sicuro interesse durante tutta questa fase, in quanto in grado di esercitare la risposta genetica utile per la maturazione dei frutti delle piante. Esso è sintetizzato a partire dall’amminoacido Metionina e aumenta mano che la maturazione avanza.

 

L’etilene è inoltre ulteriormente prodotto in caso di stress, ferite e attacchi parassitari, che accelerano pertanto i processi di maturazione. Un ruolo non meno importante è svolto da Poliammine, Acido Jasmonico e Brassinosteroidi: essi sono coinvolti in varia misura nella regolazione della sintesi dello stesso etilene, influenzando in maniera più o meno incisiva l’andamento evolutivo della maturazione dei frutti nelle colture.

 

Da questo brevissimo excursus sulla fisiologia della maturazione, è chiaro intuire come essa possa essere in parte influenzata dall’assetto fitormonale e nutrizionale della coltura, intervenendo con opportuni protocolli differenziali sulla coltura, in base allo stadio fenologico, all’ambiente pedoclimatico e alle caratteristiche genetiche della varietà coltivata.

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Principe cardine nell’accelerazione dei processi di maturazione è sicuramente il K+ (12.5.40 Tyler), macroelemento indispensabile per la regolazione osmotica, la fortificazione dei tessuti, l’accrescimento dei frutti e l’accumulo di zuccheri, preludio e garanzia di maturazione.

 

La somministrazione congiunta di specialità con i precursori stessi dell’Etilene, ovvero a base di Metionina e/o Ossilipine, Pigmenti e altre molecole base come la Fenilalanina (Matural FXX, Simcro), contribuisce in modo significativo a omogenizzare la maturazione dei frutti sulle piante e ad accelerarne i processi senza interferire con il normale equilibrio ormonale delle piante.

 

Da non dimenticare altresì, per piani e protocolli bilanciati, l’aggiunta di specialità utilizzabili dai frutti ancora in accrescimento e presenti così come i palchi in maturazione sulla pianta, in modo da realizzare un andamento scalare e uniforme di fruttificazione: tra le specialità utili, risultano di successo le miscele a base di amminoacidi, peptidi a basso peso molecolare e levogiri, crema d’alga da Ascophyllum nodosum, complessi di acidi organici e vitamine (Stargate combi, Simcro), particolarmente indicati per l’accrescimento dei frutti e l’accumulo di pigmenti nei tessuti dell’endo e dell’esocarpo.

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fonti:

 

Srivastava, A., Handa, A.K. Hormonal Regulation of Tomato Fruit Development: A Molecular Perspective. J Plant Growth Regul 24, 67–82 (2005). https://doi.org/10.1007/s00344-005-0015-0

 

L. Taiz - E. Zeiger, Fisiologia Vegetale, 6 Ed. - Piccin – 2015D


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