L'apparato radicale del Navelino, sovente propagato per innesto, si compone, come noto anche per tutti gli altri Agrumi, di una struttura eterogenea, suddivisa convenzionalmente e anatomicamente in tre categorie funzionali: le radici primarie e scheletriche, di struttura legnosa a geotropismo positivo accentuato o espanso orizzontalmente, in grado di esercitare la funzione principale di ancoraggio e conduzione della linfa grezza; le radici pioniere, ovvero assi radicali in allungamento, caratterizzati da un diametro maggiore, elevata velocità di accrescimento ed estensione nelle zone di suolo inesplorate alla ricerca di acqua e nutrienti; infine, le radici assorbenti (o feeder roots), costituite da radichette di ordine superiore, non suberificate o solo parzialmente suberificate, di colore bianco o giallo-brunastro chiaro, le quali rappresentano la porzione metabolicamente più attive, responsabili dell'assorbimento idrico e minerale.

Un tratto fisiologico distintivo del genere Citrus risiede nella sua anatomia radicale: a differenza di molte altre specie arboree da frutto, gli agrumi possiedono una densità di peli radicali estremamente ridotta, con strutture brevi, effimere e poco sviluppate. Questa intrinseca limitazione anatomica rende Citrus sinensis evolutivamente dipendente dai microrganismi della rizosfera per l'esplorazione del suolo.
Di fatto, durante le operazioni di trapianto in piena terra, il pane di terra della pianta allevata in vivaio subisce alterazioni fisiche e rotture meccaniche dell'interfaccia radice-substrato, innescando stress da trapianto e relativa crisi. Quando la zolla della pianta viene posizionata nella buca d'impianto senza un'adeguata rincalzatura e irrigazione di affrancamento, si creano macro-cavità d'aria tra il pane di torba e il terreno circostante. Tali vuoti interrompono la continuità capillare del suolo, aumentando la resistenza idraulica interfacciale e riducendo drasticamente l'assorbimento idrico anche in presenza di un terreno umido.
In risposta al deficit idrico transitorio e al danno meccanico delle radichette assorbenti, la pianta chiude gli stomi per limitare la traspirazione fogliare. Per sostenere la respirazione tissutale e la formazione di nuovi primordi radicali, la pianta è costretta a consumare i carboidrati non strutturali (amido e zuccheri solubili) immagazzinati nel tronco e nelle radici principali. Se lo stress si prolunga, la pianta entra in una fase di declino energetico che porta al disseccamento dei germogli e al fallimento dell'attecchimento.
Per accelerare il superamento dello stress da trapianto e massimizzare la rizogenesi, specialmente nel Navelino, l'agrumicoltura moderna può fare affidamento a protocolli di integrazione biotecnologica basati sui fisioattivatori organici e sulla simbiosi microbica.
L'apporto di acidi umici e fulvici (H850, Cosmocel), all’impianto, incrementa la capacità di scambio cationico (CSC) della rizosfera e stimola l'attività della pompa protonica
H+H+-ATPase presente sulle membrane delle cellule epidermiche radicali. Questo fenomeno acidifica temporaneamente il microambiente apoplastico, favorendo l'estensibilità della parete cellulare e permettendo all'apice radicale di allungarsi ed estendersi attraverso i pori del terreno.
Contemporaneamente, l'applicazione di aminoacidi liberi, come prolina, acido glutammico e triptofano (Rootex, Cosmocel) fornisce alla pianta intermedi metabolici pronti all'uso. Ciò risparmia alle piante il notevole dispendio energetico legato all'assimilazione dell'azoto minerale e alla sua conversione amminica, consentendo esse di canalizzare le riserve di carbonio direttamente verso la costruzione dell'apparato radicale e di nuovi tessuti.
L’ulteriore sostegno, nel periodo immediatamente successivo, non può fare a meno quindi di apporti a base di NP, Magnesio Solfato, eventualmente integrati a miscela di amminoacidi da idrolizzati (Hemofluid Bio N5, Simcro) e attivatori microbici, arricchiti da acidi umici e fulvici (Biomax Solum, Cosmocel): quest’ultimi sono capaci di stimolare ulteriormente lo sviluppo di PGPR (Plant Growth-Promoting Rhizobacteria) e Micorrize, fondamentali per l’accrescimento e l’espansione dell’ancora ridotto apparato radicale e della chioma in fase di rinvigorimento.
L’adozione di un protocollo di attecchimento e sviluppo deve essere commisurata al contesto agronomico vigente, programmato e condotto da opportuna consulenza fitosanitaria e Tecnici specializzati di campo.
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Fonti:
AA. VV. (2012): Gli Agrumi, coordinamento scientifico di V. Magnifico. Collana Coltura&Cultura, ideata e coordinata da R. Angelini, Bayer CropScience, Ed. Script, Bologna
D. Neri, F. Massetani, G. Murri, S.T. Endeshaw, 2015. Aspetti energetici nella conduzione del frutteto. Notiziario tecnico. Sostenibilità dei nuovi sistemi di impianto in frutticoltura. CRPV, pp. 7
Liu, C.-Y.; Guo, X.-N.; Wu, X.-L.; Dai, F.-J.; Wu, Q.-S. The Comprehensive Effects of Rhizophagus intraradices and P on Root System Architecture and P Transportation in Citrus limon L. Agriculture 2022, 12, 317. https://doi.org/10.3390/agriculture12030317



